neinde - opificio culturale

blog di rosalba

Tempo di ispirazione e l'anno che verrà

Che sia una fine o un inizio lo sapremo poi, l’unica certezza di domani è che sarà cambiato l’anno sul calendario.
Oggi voglio contaminare il vecchio col nuovo e parlare dell’anno che verrà attraverso quello che è appena stato.
Vi racconto i miei semi di ispirazione.

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#neindeleggecose - Libri - Recensione "Corpo felice" di Dacia Maraini - Rizzoli

Titolo: Corpo felice
Autore: Dacia Maraini
Editore: Rizzoli
Anno: 2018
Pagine: 237
Genere: saggio narrativo autobiografico
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Mi hanno sempre affascinata le donne dal vissuto pieno, soprattutto se intellettuali o creative e Dacia Maraini, di certo, rientra a pieno titolo fra queste.
Ho iniziato a leggere questo suo libro attratta non solo dall’argomento ma anche dalla struttura narrativa che affiora dalla sinossi. Allo stesso tempo mi sono chiesta se avrei trovato, leggendo, qualcosa di già sentito, già detto, seppur detto bene, sul dolore materno e sulle donne.

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#neindeleggecose - Libri - Recensione "L'inferno è una buona memoria" di Michela Murgia - Marsilio

Titolo: L’inferno è una buona memoria
Autore: Michela Murgia
Editore: Marsilio
Anno: 2018
Pagine: 116
Genere: Narrativa/fantasy/memoir
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Questo è un libro che ho desiderato leggere sin dal primo istante in cui ho avuto notizia della sua esistenza. Me lo sono andata a prendere a Napoli, dopo aver ascoltato di persona Michela Murgia che lo presentava. Sì, me lo sono fatto anche firmare e con sommo gaudio.
“L’inferno è una buona memoria” fa parte di un progetto molto originale e interessante di Marsilio Editore: la collana PassaParola, in cui alcuni scrittori italiani si raccontano attraverso la memoria del libro che ha, in qualche modo, segnato la loro vita.
Michela Murgia ne “L’inferno è una buona memoria” parte dai suoi ricordi de “Le Nebbie di Avalon” scritto da Marion Zimmer Bradley,  libro principale del ciclo di Avalon, uscito in Italia nel 1986.

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#neindeleggecose - Libri - Recensione "Cani dell'inferno" di Daniele Benati - Quodlibet edizioni

Titolo: Cani dell’inferno
Autore: Daniele Benati
Editore: Quodlibet
Anno: 2018
Pagine: 316
Genere: Narrativa/fantasy
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Qualche mese fa ero a Roma per un giorno e, mentre facevo un giro nel mio quartiere preferito, la vetrina di una libreria mi ha ammaliato come le sirene con Ulisse. Così, ho inevitabilmente varcato la soglia d’ingresso per dare un’occhiata.
Quando entro in una libreria la mia mente si svuota e i miei sensi vanno quasi in trance per riuscire a percepire ogni vibrazione delle parole scritte nei libri. Le copertine sono il primo tramite, loro lo sanno e si mettono in bella mostra.
In quella libreria l’occhio mi è caduto su Cani dell’inferno. Copertina pulita, colorata quanto basta, semplice ma efficace. Casa editrice dal nome curioso. Autore da scoprire. Ho letto la bandella per cercare di capire. Tra il detto e il non detto mi è sembrato un libro particolare e l’ho comprato.

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#neindefacose - Cinema - Recensione film "The Wife – Vivere nell’ombra"

Non è facile raccontare le donne senza scadere nella banalità degli stereotipi o di storie già sentite. Nel caso di The Wife – Vivere nell’ombra, il nuovo film dello svedese Björn Runge, al di là del gran parlare prima dell’uscita, ho pensato che Glenn Close nel cast fosse la garanzia che mi ci voleva per andare a vedere il film.
 
È lei Joan, la moglie. A dispetto del titolo, però, non si riesce mai a percepirla come la protagonista effettiva della storia. Il signor Joe Castleman, suo marito, sarà per tutto il film a dir poco ingombrante.
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#neindefacose - Eventi - Ricomincio dai Libri - Napoli

Una giornata a Napoli fa sempre bene sia al corpo - che, per esempio, può godere della pizza fatta come Dio comanda e del sole caldo del Sud - che all’anima - ogni angolo della città è un teatro naturale che arricchisce i pensieri. Se poi ci si immerge nei luoghi di cultura, la sensazione di appagamento è forte e incalzante.

Ieri è iniziata la Fiera del Libro “Ricomincio dai Libri” al Museo Archeologico Nazionale e continuerà anche oggi e domani, dalla mattina alla sera. L’ingresso è gratuito.
Il posto dispiega arte e sapere, è imponente, luminoso, pulito, organizzato.
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#neindefacose - Cinema - Recensione film "Michelangelo - Infinito"

Una riscoperta semplice e incredibilmente appassionante di Michelangelo Buonarroti che alleggerisce e risolve con disinvoltura l’inerzia delle nozioni studiate a scuola o all’università.
“Michelangelo – Infinito” è una produzione Sky e continua la fortunata serie di docu-film dedicata all’Arte che ha visto grandi successi come “Raffaello – Principe delle Arti (2017)” e “Caravaggio, l’Anima e il Sangue (2018)”.

Con la regia di Emanuele Imbucci, qui anche sceneggiatore assieme a Sara Mosetti e al professore di storia dell’arte Tommaso Strinati, è un film difficile da incastonare in un genere preciso e finito. Lo vedrei come un’avvincente, insolita e misurata commistione di teatro, documentario, cinema/fiction. Una sperimentazione molto riuscita.

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Racconti d'estate

Le finestre sono spalancate, i balconi aperti e le voci, gli odori, i gesti, i rumori si mischiano, si confondono, si immaginano.
La sera, poi, se guardi bene l'estate riesce a raccontare storie. È il momento in cui ci si ritrova tutti a casa, ci si rilassa, si parla, ci si ritaglia un po' di spazio.

Ho vissuto per tanti anni a Roma e lì non sai neanche come hai fatto ad arrivare alla fine di una giornata afosa. Così la sera, spesso, mi mettevo alla finestra sperando, quasi sempre invano, in uno spiffero fresco. Al buio per non attirare le malefiche zanzare.

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Fateci caso

Me ne sono andata via dalla verde Irpinia a diciotto anni. Ho fatto l'università a Roma, tornando solo alle feste comandate. Sono restata lì più o meno per sedici anni. Anni lunghi e grondanti di giovinezza. E poi? E poi sono tornata, punto. Non so quanto i tempi e i luoghi siano stati scelte pensate o inevitabili ma è andata così.
 
Grande città contro piccolo paese (del sud), eccola l'eterna contrapposizione che ancora mi si agita dentro. A volte si muove di più, altre si assopisce.
Ma sono tempi difficili per cui, quando cerco di destreggiarmi tra un “che ci faccio qui?” e un “meno male che non sono lì”, l'interrogativo che ne viene fuori è “ci vuole più coraggio a restare o ad andare via?”.
Francamente ancora non so rispondere, sia che l'alternativa sia la grande città o addirittura un'altra nazione. Nel frattempo... io resto.
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Oggi come sempre

Dicono che le donne siano meravigliosamente multitasking. Io so solo che ultimamente le tante cose da fare per dare lo slancio iniziale a Neìnde mi hanno travolta e non sono riuscita a occuparmi anche del blog. Non perché non ci fosse niente da dire, ma perché i pensieri vanno più veloci del tempo che si ha per scriverli. Comunque, per fortuna, sono ancora in piedi e con l'entusiasmo di sempre.

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